Autore: Rita

IL RACCONTO DI UN ANONIMO

-Staremo sempre insieme? -No – Come no, mi hai detto di amarmi. – Ti amo, ma non staremo sempre insieme – Perché? – Perché a volte dovrò tornare nelle mie stanze a cercare, a riordinare, qualche volta le idee o i ricordi al cuore. – E io? – E tu probabilmente dovrai fare lo stesso, ma non me lo dirai, per paura che io ci resti male, o magari le tue stanze sono già in ordine e non ne sentirai l’esigenza di rientrarci, così chiederai di poter venire da me, ma non potrai. –  E la condivisione? – Condivideremo molto, tutto quello che io avrò piacere di mostrarti e tutto quello che tu avrai da mostrarmi, poi tutto quello che ci farà piacere scoprire insieme, ci entreremo ma mai senza bussare. – Ci sei? Posso entrare? – – Quindi avremo dei segreti! – Non li chiamerei segreti, piuttosto vita mia e vita tua, che a volte diventerà vita nostra, altre volte no. – Ma nei moment che non ci sarai io mi sentirò sola in mezzo al mare e di sicuro affogherò. – Ma io non sono uno scoglio e tu non sarai la mia vita. – Ma allora tutto questo cosa sarà? – Io spero sia una deriva, non sapere se ci sarà una cascata o un pesce cane, dei coccodrilli o dei pescatori, spero che in questo...

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L’INCERTEZZA

L’incertezza è il campo di gioco della vita, non si sa quello che può succedere un attimo dopo. Capita che davanti a questa inscindibilità gli umani provino timore, ansia, rinuncia al rischio, che comunque esiste. Creando un vivere in posizioni alquanto scomode, senza discernimento. Dove sta l’inghippo? Ciò nasce dall’ignoranza circa la natura dell’essere umano. Invece di essere curiosi e andare a conoscersi, stando in questo ampio campo di gioco, ci si blocca, evitando di usare la personale responsabilità per via dell’incertezza circa i risultati delle proprie scelte. Non si è sé stessi, non si va in profondità personali. Al riguardo esiste una sorta di incredulità. Spesso quando questa profondità dà segnali non la si ascolta.  Ci si perde in una superficialità tanto rassicurante quanto illusoria, inesistente, rimbalzando verso il fuori, perdendosi in meandri esteriori, che nulla hanno a che fare con chi si è, abbandonando le personali vene aurifere, con la probabilità di diventare elemosinanti di amore e accettazione. Accogliere l’incertezza della vita, usando la curiosità positiva, spinge verso sé stessi e a passaggi di senso. L’incertezza stimola l’impegnarsi con determinazione per conoscere e manifestare le infinite possibilità della vita e delle personali prerogative umane. In conclusione: la percezione dell’incertezza è una questione personale,...

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È TEMPO DI PARLARE D’AMORE – TERZA E ULTIMA PARTE

Una citazione dall’articolo iniziale è circa i “graffi” che la vita offre. Uso il verbo offrire perché sono i momenti di vero apprendimento. Lezioni che possono portare all’amorevolezza. Se non raccolte portano alla lamentela verso gli altri, nel ruolo di vittima.  Per vivere e migliorarsi è necessario agire questa scelta, solamente individuale. Ognuno dovrebbe discernere le proprie azioni, parole e pensieri, perché muovono la realtà del mondo, ma capita di non agire questa attenzione. L’appartenenza a un gregge appare più rassicurante e comodo, con un pastore che guida e un cane che lo tiene compatto. Si ha così poca conoscenza di chi si è, da temere i momenti in cui si è soli. Il delegare ad altri le proprie scelte; è il motivo per cui si resta in dinamiche medioevali, con ancora in essere il principio della spada e non del convivere pacifico. Risultato della paura. La fisica quantistica ha dimostrato il vero punto di svolta per una nuova realtà. Azioni pensieri e parole sono come onde in un oceano di umani. Il tipo di onde che si produce, in linea di massima, può essere quieto, mosso o burrascoso. Ogni umano ne ha la capacità creativa. Cosa scegliere? Un cambiamento culturale profondo, da agire. Cammino verso la reale natura umana. È giunto il tempo di applicarsi per una convivenza libera dalla paura. Un’ultima citazione: “Le persone esistono per essere...

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È TEMPO DI PARLARE D’AMORE – SECONDA PARTE

Dal mio articolo precedente: “Con la pace si vive in armonia”. Pace in questa accezione ha diverse sfaccettature, facenti parte del concetto di amorevolezza. Pace nel senso che bisogna pacificare sé stessi, nel senso di amarsi, non nel senso egoico, cioè di sentirsi perfetti e il centro dell’universo, ma di conoscersi e di accettare i propri punti forti, le proprie fragilità, i propri talenti, la parte che si considera ombra, cercando di migliorarsi, per sé stessi e anche per gli altri. La fisica quantistica sta dimostrando che l’apporto di ognuno crea la qualità della convivenza. Quindi niente paura. Responsabilità di ognuno è interrompere una lotta interiore o la spinta a prevalere o a soggiogare gli altri, perché poi il tutto si riflette all’esterno. Pace nel senso che non ci dovrebbero essere guerre, creano distruzione negli edifici, nel corpo e nell’animo. Rompono equilibri difficili da ricostruire. La parte più colpita è la fascia debole della popolazione. La mancanza di consapevolezza del sé e dei propri pensieri parole e azioni non cambiano la dinamica che resta medioevale, con mezzi diversi. In realtà non ci si confronta, non si media, non ci si viene incontro; la legge è quella della spada sebbene si usino i droni. Pace nel senso di accettare che si è qui sulla terra di passaggio, in affitto, avendo l’opportunità meravigliosa di convivere con sé stessi e con gli...

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E’ TEMPO DI PARLARE D’AMORE

In questi tempi alquanto tormentati si sta dando troppa enfasi alla paura, al timore. Questo atteggiamento dà sempre più adito a chi vuole mettere le persone in questo spazio ristretto. Cosa fare? Ogni situazione umana può essere vissuta con una chiusura oppure un’opportunità per diventare migliori, dando spazio all’amore e alla compassione verso sé stessi e a chi sta intorno. Questa la scelta migliore per gli esseri umani. Se si accettano i “graffi” della vita, si trova la soluzione perfetta per ogni individuo. Se non si accettano, si resta in una prigione a cielo aperto, nell’illusione di vivere, in realtà si fanno delle cose; posizione strutturalmente diversa. Con la consapevolezza si osserva che si vive in una realtà perfettibile, dipende dall’individuo, la cui forza più potente rispetto alla paura è l’amore. L’amore fa spazio e amplia la visione rispetto alle varie possibilità di esperienze da scegliere. L’amore fa vivere in pace perché la vera natura dell’essere umano, dalla nascita, è l’amorevolezza. Il rispetto verso la natura umana permette una convivenza in equilibrio e in pace. Con la pace si vive in armonia. Impegnarsi in questo senso, senza remore, significa trasformare la cultura della paura e della lamentela, in un’apertura ricca di possibilità nuove. Il tutto nasce dal cuore, per poi passare alla mente per la parte realizzativa, ma la forza appartiene al cuore. Un esempio realizzato: Adriano Olivetti, che...

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