Autore: Rita

DAL MIO NUOVO ROMANZO “HOME COOKING – QUESTIONI DI CUORE, AMICIZIE E…CUCINA”

Dalle prime pagine del romanzo: “……. I toni si stanno scaldando Sabrina taglia corto “Adesso non è il momento, stanno per arrivare gli ospiti” Riccardo la guarda tranquillo e determinato. “Va bene, Sabrina. Fammi sapere quando può essere un buon momento per te. Adesso vado a casa, ci vediamo quando sei disponibile a parlare di noi. Buon lavoro.” Ciò detto prende il giubbotto esce sbattendo la porta. …………. Ora, davanti al temuto senale forte, avverte un disagio insopprimibile. È la persona che la conosce meglio, tuttavia, lei sa bene che c’è una parte di sé che tiene nascosta agli altri, perfino a sé stessa Una parte immersa nel terrore della fragilità dei rapporti, dell’abbandono, del tradimento. Parole che per troppo tempo si è rifiutata di pronunciare. Si rigira nel letto, pensa a quanto sottile possa essere la superficie del reale, basta un alito di vento per scalfirla, per mostrare, sotto il velo, l’abisso della bugia e del dolore.” ………… Quando dalla vetrata vede farsi largo l’aurora torna in terrazzo. La visuale è più affascinante, la città dorme ancora, mentre la prima luce mattutina ne illumina i palazzi, allungando il suo rosa intenso sulle acque del lago. Rapita da quella straordinaria scenografia, si avvolge una coperta addosso, si siede incrociando le braccia per trattenere il caldo nel corpo. Il tempo aggiusterà tutto, pensa, in fin dei conti, è sempre l’alleato...

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ESISTERE E VIVERE

Due modi di stare nel mondo alquanto diversi, per intensità e senso. L’esistenza è stata donata dall’incontro di sperma e ovulo dei genitori, da quel momento è cominciata a svilupparsi l’esistenza. Il vivere prevede un reale contatto con il proprio sé, vocina flebile che può mostrare, a chi pone attenzione, il personale cammino, costruito sotto la propria responsabilità. L’esistenza è caratterizzata dall’inanellare azioni, magari di appartenenza “al gruppo”, forse predigerite da qualcun altro. Impantanando la personale fiamma che spinge nel mondo, diversa per ognuno, la vera personale pepita d’oro. Il vivere prevede scommesse con sé stessi, percorrere strade che si sentono, a prescindere dalla comprensione altrui, perché quel cammino porta a chi si è veramente. Si accettano rischi e anche apparenti cadute o fallimenti, che indirizzano sempre più alla meta. Ci si può sentire sguarniti, ma decisi a continuare, sebbene la posizione sia scomoda e incerta. Ci si inoltra in territori personali non conosciuti, per farne tesoro. In questi frangenti la paura può sorgere, per timore di sé stessi. L’esistenza è costruita su una certa routine che nasconde incertezze personali, che fanno sentire al sicuro o protetti, comunque si ha un proprio ruolo. Il vivere implica stropicciamenti, sentieri in salita e di bellezza straordinaria che trasformano, incontrando persone nuove, imparando a scegliere, senza farsi portare alla cieca. Il vivere mantiene viva la fiamma della gioia. Se il risultato previsto...

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Anatomia di un trasloco

Il traslocare è stata un’esperienza vissuta da una prospettiva nuova. Non è stato semplice, ma fonte di considerazioni non colte nei passaggi precedenti. Visto il blocco iniziale mi sono detta  ”sto spostando oggetti”, sebbene la percezione interiore fosse di smontare la mia vita. Osservando da fuori, per quanto possibile, ho visto la forza di abitudini quotidiane radicate. Ricentrandomi, posizione da non perdere, si è ammorbidita la connessione fra il sé e gli oggetti. Spostando oggetti si perdono illusori punti di riferimento, ovvero ubicazione di cose. Il solo cambiare il loro ordine, ponendo attenzione sul tipo di rapporto instaurato con esse, si puliscono dinamiche mentali ripetitive. Ci si circonda di troppi oggetti che non servono, anche in senso energetico; si è ben altro, eppure c’è difficoltà a lasciare andare oggetti (ma si fa), sebbene siano zavorra. In questo cambiamento anche il corpo è coinvolto, dopo la fatica dell’iniziare, manda segnali di alleggerimento, grazie alla maggiore consapevolezza liberatoria, gli si dona maggiore spazio. L’umano è energia pura, contenuta in un corpo, meno lo si carica, più si riesce a esprimerla, portando anche maggiore salute fisica. Penso che in ultima analisi sia questo il nocciolo della questione: attaccamento al troppo che ci circonda, dimenticando chi si è in realtà. Un buon viatico potrebbe essere liberarsi di tutto ciò che si accumula, senza un vero senso, e di cambiare l‘ordine delle cose, con...

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LA SOLITUDINE

La solitudine spesso è considerata una situazione negativa, tant’è che si dice “è una persona che soffre di solitudine”. La sofferenza abbinata alla solitudine esiste quando, nel silenzio, non si riesce a restare in contatto con sé stesso, una mancanza di complicità e vicinanza a sé. Può succedere che si viva senza sapere chi si è veramente, vagando nella vita, senza trovare il personale senso. Nel silenzio e nella solitudine ci si ascolta, si volge il proprio orecchio interiore al conoscere sé stesso. Nella cultura occidentale, in particolare, esiste un adeguamento a modelli e a ruoli esteriori, niente a che fare con la reale natura umana. Questo allontanamento crea spaccatura interiore, quando la si contatta si scivola, ci si allontana, rifugiandosi nelle stimolazioni esterne o in un perenne fare. La natura umana è amorevolezza, collegata a un aspetto spirituale, che una volta incontrato non si è disponibili a lasciarlo andare; porta pace, fa sentire connessi a uno spazio più ampio e equilibrato, che appartiene all’essere umano, dando il giusto valore alla materia, il giusto valore all’amorevolezza intangibile, linguaggio delicato del cuore che necessita di solitudine e silenzio per essere ascoltato. La solitudine, conoscendosi di più, non porta sofferenza, bensì il privilegio di stare con sé, lasciando inutili orpelli accumulati da comportamenti abitudinari e condizionamenti, dando spazio a chi si è veramente, manifestandolo per rendere il mondo un posto migliore,...

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LA FELICITA’ INTERNA LORDA

Negli anni settanta l’allora sovrano del Buthan, Jigme Singye Wangchuck, mise al centro della politica di sviluppo nazionale valori mai considerati in precedenza, collegati alla qualità della vita in alternativa al Prodotto Interno Lordo, meglio conosciuto come PIL. In Buthan sono stati introdotti nuovi indici di Progresso Economico e Morale, fra cui la Felicità Interna Lorda., la tutela dell’ecosistema, la salute della popolazione, l’istruzione, il valore dei rapporti sociali, e altro, aumentando  e sostenendo un equilibrio sociale armonioso, cioè bilanciato fra esigenze materiali e quelle della mente e dello spirito. L’indirizzo delle leggi, finalizzate a promuovere e proteggere la felicità di tutti gli esseri senzienti, considera che la felicità di una società non si misuri solo con il progresso economico, ma anche con valorizzare un vivere in sintonia con sé stessa e con la natura. In quel periodo alcuni economisti occidentali, sollecitati dalle scelte operate in Buthan, hanno creato un nuovo indice: Indice del Progresso Autentico, dove si evidenziano spese “positive” che aumentano i il benessere, beni, servizi finalizzati a una migliore qualità di vita, “negative” come criminalità, inquinamento, incidenti stradali. A differenza del PIL l’indice prende in considerazione attività che sostengono un autentico benessere di una società. La domanda che sorge spontanea: perché si continua a usare come indice fra le nazioni, a esclusione del Buthan, il PIL, indice che considera solo parametri prettamente economici monetari, come se le risorse della terra fossero infinite e come se la felicità umana fosse collegata solo alla capacità...

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