I nostri cinque sensi sono piuttosto grossolani, non percepiscono realtà più sottili.

Un esempio. Il 23 luglio del 1999 la Nasa ha lanciato uno Shuttle che trasportava un satellite, osservatorio a raggi X, Chandra, per comprendere la struttura del cosmo, in volo fino al 2024. Fra le tante ricerche una sul vuoto che appare ai nostri occhi, spazio buoi fra i vari pianeti. Grazie a particolari lenti di cui Chandra è attrezzato si è scoperto che l’apparente spazio non è né vuoto né buio, bensì potente energia e luce, in certi casi con un aspetto molto simile alle sinapsi del nostro cervello o alle cellule umane. A dimostrazione di come i sensi possano percepire in modo erroneo fenomeni che ci circondano, creando false certezze. Nella realtà convenzionale ci vediamo separati dagli altri esseri viventi, dalla natura. La realtà ultima, cioè quella vera sebbene non rilevata dai sensi, ci vede tutti interconnessi. La filosofia buddista si basa, fra le altre, su realtà convenzionale e ultima. Da 2500 anni all’università di Nalanda, in India, si studiava questa differenza. Ora la fisica quantistica sta facendo diverse scoperte sulla realtà non rilevabile dai sensi, aspetti non molto conosciuti che ci appartengono. Tant’è che i fisici quantistici e neuroscienziati incontrano regolarmente il Dalai Lama sull’argomento (Mind and Life Institute, www.mindandlife.org), più addentro all’argomento.

foto 2 realtà convenzionale e ultima

Il buddismo ha sviluppato conoscenza riguardo alle potenzialità del nostro sistema, se usate in modo differente, con la meditazione, la preghiera collegata al sentimento e alla pace interiore, mezzi che affinano una sensibilità più sottile. Studiando ci si accorge di quanto sia ricco il nostro sistema e di come noi occidentali lo percepiamo e usiamo con modalità restrittiva. Di corsa, nella confusione esteriore e interiore, egoici e reattivi non creiamo uno spazio mentale silenzioso per sondare la nostra natura ultima, più sottile. Possediamo un organo abile, il cuore. La cultura occidentale ha dato ampio spazio a un’impostazione razionale, non dando fiducia a ciò che il cuore sente, all’intuito, alla preveggenza, che ognuno di noi almeno una volta ne può avere avuto il sentore. Bagliori. Si resta in superficie rinunciando alla profondità. Potrebbe apparire periglioso avventurarsi nei meandri personali. Responsabilità che è consigliabile agire. All’interno di questo abitacolo, il corpo, convivono più livelli. Il nostro sistema è una sorta di ponte che unisce l’aspetto convenzionale a quello spirituale, una via di mezzo.

Grazie alla realtà convenzionale possiamo vivere l’esperienza della realtà ultima, più elevata, cercandola. Siamo antenne interconnesse, questo imprescindibile legame ci offre grandi opportunità di nuova conoscenza. Interconnessine a livello convenzionale: siamo in cucina mangiando, grazie a chi ha tagliato e traportato alberi che ha costruito mobili, elettrodomestici, chi ha raccolto elementi per il cibo, ecc., manca questa visione più ampia. Interconnessione a livello di realtà ultima: praticando gli insegnamenti di persone che l’hanno sondata si può realizzare questa esperienza, ponendo quella convenzionale al posto che merita. Interconnessione sottile, fra la realtà convenzionale e quella ultima, che permette di percorrere la via di mezzo, ricca di esperienze più sottili ed elevate che ci appartengono. Equilibrio che permette di essere entrambi gli aspetti e più equilibrati e soprattutto in pace.